Interview | Valcucine
"Quando le persone chiedono più autenticità, ergonomia e sostenibilità, non si tratta di una moda passeggera."
In qualità di sponsor principale della Brera Design Week, le aspettative nei confronti di Valcucine sono elevate – e anche nel 2026 le ha pienamente soddisfatte. Il progetto, intitolato "Crafting Forward" ha animato lo showroom dell'azienda storica in Corso Giuseppe Garibaldi. La capacità di essere filigrani senza risultare fragili è da sempre la firma inconfondibile di Valcucine.
E tutto questo è stato messo ancora una volta in scena in modo magistrale grazie al sistema trasformabile per cucinare, vivere e abitare – con vetro lavorato, finiture che richiamano pietra e marmo e, per la prima volta, ante in vero titanio all’interno del sistema cucina. A ciò si sono aggiunti dettagli artigianali come i cassetti Genius-Loci con inserti in marmo.
L’obiettivo è la cucina del futuro – e il Marketing & Communications Manager di Valcucine la definisce così:
Daniele, dove si colloca oggi il marchio Valcucine, nel 2026?
Daniele Prosdocimo: Valcucine è un brand che da molti anni ripensa la cucina in chiave nuova. Per noi non è semplicemente un prodotto, né un ambiente funzionale. È un luogo di vita quotidiana. Un luogo dove si cucina, ci si ritrova, si condivide il tempo e ci si sente a proprio agio. Ecco perché design, funzionalità, innovazione e responsabilità sono per noi elementi inseparabili.
La responsabilità è la parola chiave. Valcucine è profondamente legata all’idea di sostenibilità. Cosa significa concretamente per voi la sostenibilità?
Daniele Prosdocimo: Per noi, la sostenibilità non nasce alla fine del ciclo di vita del prodotto. Comincia molto prima: nella fase di progettazione. Ci chiediamo: Quanto materiale serve davvero? Come possiamo ridurre i materiali? Come possiamo costruire prodotti che durino a lungo e che, alla fine del loro ciclo di vita, siano facilmente separabili o riciclabili? Per noi la sostenibilità non è un accessorio: è parte integrante del progetto.
"L'idea della dematerializzazione nasce dal desiderio di raggiungere una qualità superiore utilizzando meno materiale."
Daniele Prosdocimo
Marketing and Communications Manager
Valcucine
In altre parole, è più una filosofia progettuale che un argomento di marketing?
Daniele Prosdocimo: Esattamente. La sostenibilità è un tema imprescindibile nella comunicazione contemporanea. Ma se resta solo comunicazione, non è credibile. Deve essere incorporata nel prodotto stesso: nella sua struttura, nei materiali, nelle soluzioni tecniche, nel modo in cui la cucina prende forma. Il nostro obiettivo è creare cucine che consumino meno, durino più a lungo e mantengano la loro bellezza nel tempo.
Valcucine è nota per le sue strutture molto sottili, leggere e precise. La dematerializzazione rappresenta davvero un elemento chiave della vostra filosofia?
Daniele Prosdocimo: Sì, assolutamente. Spesso parliamo di dematerializzazione. L’obiettivo è raggiungere una qualità superiore utilizzando meno materiale. Ridurre la massa non vuol dire ridurre il valore. Al contrario: servono molta ricerca, tecnologia e precisione per creare un prodotto più leggero, più sottile e al tempo stesso duraturo. Per noi questo è un percorso fondamentale per coniugare design e sostenibilità.
Passeggiando in fiera si notano molte tonalità pacate, materiali naturali e superfici opache. Come valuta questa evoluzione?
Daniele Prosdocimo: Credo che oggi le persone cerchino maggiormente tranquillità, naturalità e continuità. Spazi che non siano aggressivi, ma piacevoli. La cucina non deve solo impressionare, deve funzionare nel tempo e trasmettere una sensazione positiva. Colori naturali, superfici opache e materiali autentici si adattano perfettamente a questa esigenza.
Potremmo dire che la cucina, oggi, esprime una dimensione più emozionale?
Daniele Prosdocimo: Sì. La cucina è uno spazio profondamente emozionale. È associata a molti momenti della quotidianità: famiglia, amici, cibo, conversazioni, rituali. Una cucina deve funzionare tecnicamente, ma deve anche dare gioia. Deve coinvolgere i sensi: attraverso materiali, proporzioni, luce, sensazione tattile e movimento.
Per Valcucine non si tratta soltanto di funzionalità, ma anche di esperienza sensoriale?
Daniele Prosdocimo: Sì, questo è molto importante. La funzionalità è il punto di partenza. Ma se un prodotto si limita a funzionare, non basta. Deve instaurare un rapporto con chi la vive. Toccare le superfici, aprire i cassetti, muoversi intorno all'isola, lavorare con la luce e i materiali. Tutto questo crea un'esperienza.
E quale ruolo assume l’innovazione in questo percorso?
Daniele Prosdocimo: Per noi l'innovazione non è un fine a sé. Non si tratta di mostrare la tecnologia solo perché è nuova. L'innovazione deve avere un impatto concreto sulla vita quotidiana. Deve rendere la cucina più duratura, più leggera, più sostenibile, più ergonomica o più bella. Se l'innovazione non porta un beneficio reale alle persone, per noi non è interessante.
In altre parole, è una concezione del design a lungo termine.
Daniele Prosdocimo: Sì, noi non puntiamo su prodotti effimeri. Una cucina è un investimento importante. Dovrà far parte della casa per molti anni. Ecco perché non basta che sia moderna oggi: deve conservare la sua attualità anche negli anni a venire. La sua atemporalità è per noi un valore fondamentale.
In altre parole, le tendenze effimere non rappresentano una priorità per Valdesign?
Daniele Prosdocimo: Le tendenze sono utili: raccontano l’evoluzione della società e dei modi di vivere. Ma non ci limitiamo a seguirle. Cerchiamo di comprenderne le ragioni. Quando le persone chiedono più autenticità, ergonomia e sostenibilità, non si tratta di una moda passeggera. È l’espressione di un bisogno più profondo.
In altre parole, non parliamo di mode superficiali, ma di trasformazioni più profonde nella società?
Daniele Prosdocimo: Esattamente. Colori e materiali evolvono, certo. Ma la vera questione è: perché evolvono? Perché le persone sentono oggi il bisogno di più calore, più protezione, più autenticità nella bellezza naturale? Il design deve rispondere a queste domande. Non solo con una nuova finitura, ma con una nuova qualità dell’abitare. Al giorno d'oggi le persone hanno bisogno di spazi che diano energia, ma anche tranquillità. La cucina può essere uno di questi luoghi. Può essere bella, funzionale, tecnologicamente intelligente e, allo stesso tempo, calda e umana.
Trendreport