Interview | Valdesign
"Si tratta anche di sentirsi a suo agio in uno spazio."
Per scoprire le novità di Valdesign non bisogna andare in fiera, ma nel flagship store all'angolo tra Via Rugabella e Corso di Porta Romana.
Valdesign fa parte del Gruppo Alf, a cui appartengono anche i marchi Alf Italia e Alf DaFrè.
"A Room For …" è il leitmotiv, in cui i tre puntini sono un segnaposto scelto intenzionalmente. Come sottolinea il Chief Marketing Manager Stefano Lamon: "La libertà è molto importante. Ogni casa è diversa, ogni cliente è diverso, ogni architetto ha le proprie idee."
Valdesign affronta questa varietà proponendo sistemi capaci di adattarsi a stili e esigenze diverse. In Valdesign, la cucina non è considerata come uno spazio puramente funzionale, ma come un ambiente abitativo capace di generare identità, definito dall'uso, dall'atmosfera e dalle persone che la abitano. Si creano accenti attraverso il dialogo tra elementi chiusi e aperti, oppure con la nuova finitura “Tonic Satinato”, una laccatura dall’effetto metallico caratterizzata da un effetto spazzolato ottenuto artigianalmente.
Stefano, iniziamo dal marchio: come descriverebbe Valdesign?
Stefano Lamon: Valdesign è un marchio di cucine italiano, ma per noi non si tratta solo di produrre cucine. L’obiettivo è dare forma a ambienti pensati per essere realmente vissuti. Oggi la cucina è molto più connessa alla casa, alla zona living, al modo in cui le persone trascorrono il tempo insieme. La nostra idea è quindi offrire una cucina bella, funzionale e molto vicina alla quotidianità delle persone.
Possiamo dire che la cucina ormai supera la mera funzione del cucinare?
Stefano Lamon: Esattamente. La cucina, oggi, non è più solo uno spazio in cui si cucina. È un luogo in cui le persone si incontrano, parlano, condividono il tempo, magari lavorano, magari stanno con la famiglia. È diventata una degli ambienti più importanti della casa. Ecco perché dobbiamo pensare alla cucina non solo come un prodotto, ma come parte di un concetto abitativo completo.
Che cosa significa questo per la progettazione della cucina?
Stefano Lamon: Ciò significa che il design deve essere molto più integrato. La cucina deve interagire con gli altri ambienti della casa. Non può essere qualcosa di isolato. Materiali, colori, proporzioni, dettagli: tutto deve creare armonia. Allo stesso tempo, però, la cucina deve restare pratica. È uno spazio di lavoro, quindi deve funzionare.
"Una cucina ben progettata non deve essere alla moda solo per una stagione. Deve conservare il suo valore nel tempo, restare rilevante per molti anni."
Stefano Lamon
Chief Marketing Manager
Valdesign
La funzionalità sembra essere molto un elemento molto importante per Valdesign.
Stefano Lamon: Sì, assolutamente. Una cucina deve essere bella, ma allo stesso tempo funzionare perfettamente nella vita di tutti i giorni. Per noi il design non è solo estetica. Riguarda anche il modo in cui si utilizza la cucina: come si apre un cassetto, come ci si muove, come si organizzano gli oggetti. Questi dettagli sono molto importanti.
A Milano si vedono molti colori naturali, toni delicati, molta materialità. Sono elementi che guidano anche la ricerca di Valdesign?
Stefano Lamon: Sì, i materiali creano atmosfera, identità ed emozione. Quando si tocca un materiale, quando se ne percepisce la struttura, quando si sente la qualità, si comprende qualcosa della cucina e del marchio. Ecco perché la scelta dei materiali è uno degli aspetti più importanti del progetto. In questo momento vediamo un forte interesse per materiali naturali, colori caldi, superfici opache e texture. Le persone sono alla ricerca di autenticità e comfort. Non si tratta di superfici molto lucide o fredde, ma di creare un ambiente caldo ed elegante.
Direbbe che la cucina, oggi, esprime una dimensione più emozionale?
Stefano Lamon: Sì. Oggi le persone cercano luoghi che trasmettano benessere. La cucina è sempre più connessa alla casa, più carica di emozioni, più personale. Non si tratta solo di prestazioni. È anche il bisogno di sentirsi a proprio agio in un ambiente.
Quanto sono importanti le tendenze per Valdesign? Seguite da vicino l’evoluzione del mercato?
Stefano Lamon: Naturalmente osserviamo le tendenze. È importante capire cosa cercano le persone. Ma ciò che conta di più è avere un’identità chiara. Le tendenze sono stimolanti, ma non possono essere il motore esclusivo di un progetto. Una cucina ben progettata non deve essere alla moda solo per una stagione. Deve conservare il suo valore nel tempo, restare rilevante per molti anni.
Siete quindi cauti nei confronti delle tendenze più effimere?
Stefano Lamon: Sì. I trend vanno capiti, ma poi interpretati attraverso la nostra voce. Se un trend è in sintonia con la nostra identità, con la nostra idea di qualità e di design, allora può diventare parte di un progetto. Ma non vogliamo seguire tutto solo perché è di moda in quel momento.
Ha evocato il concetto di identità. Come definirebbe l’identità di Valdesign?
Stefano Lamon: Io direi che è l'equilibrio tra design italiano, funzionalità, qualità e libertà progettuale. Vogliamo offrire ai designer e ai clienti un'ampia scelta di materiali, superfici, configurazioni e modi diversi di vivere e interpretare la cucina. Ma tutte queste possibilità devono rimanere coerenti con l’identità del marchio.
Molti brand oggi parlano dell'intera casa, non solo di una singola categoria di prodotti. È un approccio che riguarda anche Valdesign?
Stefano Lamon: Sì, certamente. La cucina fa parte della casa. Deve comunicare con il living, con l’area pranzo e talvolta con altre funzioni. Per questo ragioniamo in modo più ampio. Non immaginiamo una cucina come elemento isolato, ma come parte di un ambiente abitativo coerente.
In fiera si vedono cucine più sobrie rispetto al passato: meno colore, meno effetti scenici, più tranquillità. Secondo lei, cosa sta spingendo il settore verso questa sensibilità più pacata?
Stefano Lamon: Penso che le persone siano alla ricerca di quiete, comfort e qualità. Forse la casa ha assunto un valore ancora più profondo dopo anni complessi. Le persone desiderano tornare a casa e sentirsi bene. Si cercano spazi eleganti, ma anche accoglienti, mai troppo aggressivi. Ecco perché emergono cromie naturali, tonalità soffici, materiali con texture e un linguaggio progettuale più misurato.
Possiamo dire che il nuovo lusso si esprime in modo più discreto?
Stefano Lamon: Sì, credo che oggi il lusso significhi soprattutto qualità, dettagli ed esperienza. Non ha bisogno di essere vistoso. A volte il vero valore risiede nei dettagli, nei materiali, nel modo in cui qualcosa funziona. Ed è proprio questo che per noi conta davvero.
Quali sono, dal suo punto di vista, i dettagli più importanti in una cucina?
Stefano Lamon: Ci sono molti dettagli. lo spessore delle ante, il modo in cui si aprono i cassetti, l’allineamento degli elementi, l'illuminazione, l'organizzazione interna, la qualità delle superfici. Sono aspetti che magari non si notano subito, ma che si rivelano giorno dopo giorno, vivendo la cucina.
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